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Sony chiude Bluepoint Games: Addio ai maestri dei Remake PlayStation

Il panorama deiPlayStation Studiossubisce uno scossone inaspettato:Sony ha ufficializzato la chiusura diBluepoint Games. La notizia, che ha iniziato a circolare dopo un’indiscrezione del giornalista Jason Schreier su BlueSky, è stata confermata da Bloomberg e da una nota ufficiale di un portavoce dell’azienda.

Questa decisione segna la fine di uno degli studi più talentuosi e tecnicamente avanzati dell’industria, famoso per aver riportato in vita capolavori del passato con una fedeltà visiva senza precedenti. La ristrutturazione comporterà il licenziamento di circa70 dipendenti.

I motivi della chiusura: la nuova strategia di Sony

Secondo le prime ricostruzioni, la fine di Bluepoint Games non sarebbe legata a fallimenti qualitativi, ma a una profondarevisione aziendale interna. Sony starebbe riorganizzando i propri team per allinearli a una nuova visione strategica, sacrificando le realtà che non rientrano più nei piani produttivi a lungo termine del gruppo.

Un portavoce di PlayStation ha voluto comunque rendere omaggio al team di Austin:

“La competenza tecnica e la passione di Bluepoint Games hanno regalato alla nostra community esperienze indimenticabili. Li ringraziamo per la maestria dimostrata in questi anni.”

Un’eredità di eccellenza: da God of War a Demon’s Souls

Fondata nel 2006 da Marco Thrush e Andy O’Neil, Bluepoint Games si è guadagnata il titolo di “maga dei remaster” prima e “regina dei remake” poi. La loro capacità di modernizzare il codice originale preservando l’anima dei titoli è stata il loro marchio di fabbrica.

Tra le pietre miliari della loro carriera troviamo:

  • Metal Gear Solid HD Collection: Un tributo perfetto all’opera di Kojima.

  • Uncharted: The Nathan Drake Collection: Il debutto della saga di Drake su PS4.

  • Shadow of the Colossus (2018): Un remake che ha ridefinito gli standard estetici della scorsa generazione.

  • Demon’s Souls (2020): Il titolo di lancio per PS5 che ha mostrato al mondo la vera potenza del nuovo hardware Sony.

Proprio sulla scia del successo diDemon’s Souls, Sony aveva deciso di acquisire ufficialmente lo studio nel settembre 2021, facendolo entrare nella famiglia dei PlayStation Studios.

Il mistero del progetto cancellato (e l’ombra di Bloodborne)

Dopo l’acquisizione, il futuro di Bluepoint sembrava luminoso ma avvolto nel mistero. Lo studio era inizialmente al lavoro su untitolo originale, progetto poi accantonato a favore di unaction single-player in terza persona.

Le voci di corridoio si erano fatte insistenti su un possibileremake di Bloodborne, un sogno che la community PlayStation coltivava da anni. Con la chiusura definitiva dello studio, quel progetto — qualunque esso fosse — rischia di rimanere un segreto mai svelato, lasciando i fan con l’amaro in bocca.

Cosa perde PlayStation con la fine di Bluepoint?

La scomparsa di Bluepoint Games rappresenta un duro colpo per lapreservazione del catalogo Sony. In un’epoca in cui i remake di alta qualità sono diventati pilastri commerciali (si pensi aThe Last of Us Part IoFinal Fantasy VII Rebirth), perdere un team specializzato in questo settore solleva dubbi sulla futura gestione delle vecchie glorie PlayStation.

La chiusura si inserisce in un trend globale di tagli e ridimensionamenti che sta colpendo duramente l’industria videoludica, confermando che nemmeno il talento più cristallino è immune alle logiche di mercato.

Foto di Salvatore L.

Salvatore L.

Avvicinatosi al mondo videoludico grazie ad un Commodore64 alimentando in se la curiosità per il mondo Hi-Tech in particolar modo per tutto ciò che riguarda l' Hardware di un Computer. Dopo anni di collaborazioni con vari blog informatici Italiani nel 2012 apre il sito Hardware Mind.

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