#1
[Guida] Scelta del Gruppo di continuità UPS
Scelta del Gruppo di continuità UPS


Chissà quanti di voi hanno un UPS, forse l'ho avrete acquistato in una grande catena di prodotti hi-tech e probabilmente anche in offerta ma non avete fatto una ricerca adeguata prima di portarlo a casa. Siete sicuri che sia adeguato al vostro sistema?
In questa guida vedremo insieme alcuni consigli ed informazioni di base che vi indirizzeranno ad un corretto acquisto.

Che cosa è un Gruppo di Continuità UPS ed a cosa serve?

UPS stà per Uninterruptible power supply, comunemente chiamato Gruppo di continuità, è un dispositivo in grado di regolare sbalzi o picchi di tensione presenti nell'energia elettrica.
Oltre a questa funzione, il Gruppo di continuità UPS "genera" corrente elettrica stabile per alimentare i nostri dispositivi (computer, schermo LCD...) in caso di improvvisa mancanza di erogazione della corrente elettrica, consentendo quindi, di avere il tempo di salvare il nostro lavoro e spegnere in tutta tranquillità il pc oltre a salvaguardare i componenti elettronici dello stesso.


Per consentire il corretto funzionamento l'UPS ha bisogno di tre elementi:

-una batteria per immagazzinare energia
-un alimentatore che carica la batteria
-un inverter che genera corrente dalla batteria


Tipologie di Ups

Il modo in cui tali componenti sono collegati e interagiscono tra loro determina il tipo di ups. Solitamente gli UPS si distinguono in:

-offline: costituiscono la maggior parte degli ups domestici e di piccola taglia: sono i più semplici ed economici in assoluto.
Solitamente la tensione prelevata in ingresso viene trasferita direttamente all'uscita tramite bypass ( passaggio diretto senza trasformazioni ). L'alimentatore si limita a mantenere la batteria carica. Durante un blackout viene attivato l'inverter e uno switch lo collega all'uscita dell'ups. L'inverter trasforma la tensione continua delle batterie in tensione "alternata". Hanno un tempo di intervento di circa 5/6 ms.


-online o "a doppia conversione":costituiscono una classe "speciale" di ups, e vengono utilizzati in ambiti specifici.
Il comportamento è opposto a quello degli ups offline: tutta la tensione prelevata viene trasformata in tensione continua, tale tensione in parte mantiene carica la batteria, il resto alimenta l'inverter che è sempre attivo. Chiaramente la separazione tra ingresso ed uscita è totale e la batteria garantisce che la tensione di uscita sia esente da disturbi. Il funzionamento continuo impone dei costi elevati, da un lato per via dei componenti, robusti, dall'altro per via dei consumi dei due circuiti di trasformazione della tensione. Il tempo di intervento è chiaramente nullo.


-line-interactive: costituiscono la maggior parte degli ups moderni. Ocuppano la fascia medio-alta del mercato e uniscono i pregi delle due classi precedenti.
Tali dispositivi integrano un circuito addizionale detto AVR disponibile anche come dispositivo indipendente. Durante il normale funzionamento l'inverter è inattivo e la tensione viene filtrata e ripulita, almeno in parte, dei disturbi che può presentare. Quando i disturbi diventano più gravi, o insorge un blackout, interviene l'inverter. In questo caso il tempo di intervento è di circa 4ms o meno, ma mai nullo.


Tensione dell'ups

Poichè in un ambiente domestico il costo dell'ups è uno dei principali fattori di scelta, le aziende cercano di incrementare le vendite, e ridurre il prezzo finale intervendo sui costi, semplificando la struttura dell'ups. Poichè gli alimentatori da pc lavorano trasformando la tensione alternata in tensione continua, prima di abbassare la tensione da 220 a 12 volt, non è necessario che la tensione erogata sia perfettamente sinusoidale, per cui un inverter meno complesso è in grado di assolvere allo stesso compito ma a costi minori.
Solitamente i livelli di approssimazione sono solo due, quindi avremo 3 possibili tipi di forma d'onda prodotta:

-onda sinusoidale: La forma d'onda molto simile a quella dell'enel ed automaticamente compatibile con qualsiasi tipo di carico: TV, consolle, pc e via dicendo. I carichi induttivi di assorbimento contenuto come piccoli trasformatori ad avvolgimienti o piccoli motorini dovrebbero essere ben tollerati, ma è bene fare attenzione a non collegare all'ups carichi non adatti, primi fra tutti i motorini elettrici di assorbimento elevato pena il danneggiamento dell'ups stesso. Per sicurezza è sempre bene chiedere al produttore.

-onda pseudo sinusoidale ( o sinusoidale approssimata ): Non è esattamente il massimo, ma per un alimentatore switching che lavora raddrizzando la 220 volt può ancora andare bene. Solitamente va bene per tutti i dispositivi di elettronica di consumo, videoregistratori, pc, tv consolle, in quanto tutti integrano alimentatori di tipo switching. Si può ancora azzardare l'alimentazione di dispositivi a trasformatore, ma non andrei oltre, tenendo conto che tali ups nascono principalmente per i pc.

-onda quadra: parlare di "sinusoide approssimata" richiede parecchia fantasia, ma i pubblicitari ne hanno da vendere, in compenso i dispositivi che la realizzano sono molto economici. Come sopra: non collegherei ad un ups di questo tipo più del pc. I trasformatori andrebbero collegati solo se indispensabile e comunque per assorbimenti veramente ridotti, ad esempio per il router o per l'hag, ma sempre con qualche riserva.


Tipologie di ups in commercio

La tipologia costruttiva che caratterizza ciascun ups solitamente individua un determinato settore di mercato, e una determinata fascia di prezzi. Questo, assieme ad altri vincoli, ha portato alla comparsa di alcune combinazioni tipologia costruttiva/forma d'onda e non di altre. Tipicamente sul mercato troviamo:

•Online/Sinusoide Pura:
Come detto in precedenza tali ups trovano applicazione in ambiti specifici, dove l'affidabilità la fa da padrone, mentre il costo assume una posizione di secondo piano. In tale ottica risulta chiaro che un ups online ha uscita perfettamente sinusoidale, tale da garantire perfetta compatibilità con qualsiasi utilizzatore. Il prezzo li sposta al di fuori del budget di quasi tutti gli utenti.


•Offline/approssimata:
Tale tipologia è orientata ai consumatori meno esigenti per i quali l'aspetto più rilevante è il costo. In questo caso la forma d'onda più utilizzata sia l'onda quadra per le versioni più economiche, e la sinusoide approssimata a gradini per quelle midrange.Via via soppiantati dai modelli line-interactive trovano ancora spazio presso la grande distribuzione.


•Line-Interactive:
Tale tipologia di ups, rappresenta la nuova generazione e, vista la riduzione dei costi di produzione, sta soppiantando la tipologia offline, andando ad occupare l'intero mercato consumer. Ups di questa fascia tipicamente presenta un'interfaccia dati per la gestione dell'ups e un circuito di soppressione dei disturbi (AVR). Possiamo individuare inoltre una tipologia più economica con uscita sinusoidale approssimatai, ( tipicamente non più di 150 euro ) mentre avremo una sinusoide pura per i modelli di qualità superiore ( tipicamente sopra i 150 euro). Tipicamente per i prodotti con uscita sinusoidale la forma d'onda di uscita viene esplicitamente dichiarata nel foglio specifiche mentre non viene riportato nulla per quelli con uscita sinusoidale approssimata.



Rumorosità:

Gli ups offline e line interactive in presenza della alimentazione di rete si limitano a monitorare l'ingresso e a mantenere sotto carica la batteria, quindi la conversione di potenza è di fatto nulla. In caso di blackout invece interviene l'inverter e produce corrente, pertanto si ha conversione di potenza anche considerevole, e con essa si ha produzione di calore.
Questo fa si che mentre in presenza di rete gli ups siano solitamente muti, durante i blackout essi emettano rumore.

In questo caso solitamente il circuito di conversione genera il tipico ronzio, anche se, stando alle segnalazioni di alcuni utenti, vi sono modelli del tutto silenziosi. Solitamente i soli modelli con più di 1000VA, hanno anche una ventola di raffreddamento, che entra in funzione assieme all'inverter. Infine faccio presente l'allarme sonoro: in caso di blackout, di batteria scarica, o in caso di sovraccarico, esso entra in funzione segnalando il problema. Nei modelli più evoluti l'allarme sonoro può essere gestito da software o dal pannellino di controllo dell'ups, mentre per i modelli economici le impostazioni sono solo quelle di fabbrica.

Quindi escludendo i ronzii elettrici dovuti a difetti costruttivi, il rumore prodotto dall'ups è solitamente molto contenuto.


A.V.R.

L'A.V.R. è una tecnologia abbastanza datata, e disponibile anche sotto forma di dispostivi standalone. Questo fa si che ups con e senza AVR abbiano prezzi non troppo dissimili. L'aspetto sicuramente più noto è la capacità di compensare le tensioni troppo basse e smorzare quelle troppo alte, ma in genere tale tecnologia è volta a correggere tutti quei disturbi "minori" che si manifestano sulla rete elettrica, senza richiedere l'alimentazione a batteria, come spike, armoniche spurie e interferenze.

Anche se gli alimentatori recenti potrebbero in teoria farne a meno, probabilmente per proteggere monitor, o hd esterni può essere utile. Senza contare che generalmente l'avr è assente solo nei prodotti di fascia ultraeconomica, per cui è lecito supporre che un ups con avr sia quantomeno decente.


Controllo Remoto

Il controllo remoto è una funzionalità che consentire all'ups di comunicare con il pc. Tale funzionalità oltre a consentire la gestione avanzata dell'ups tramite un opportuno software permette anche all'ups di segnalare l'assenza di tensione di rete, in questo modo il pc può completare lo shutdown anche in assenza dell'utente evitando spiacevoli inconvenienti.


Calcolo dei Watt necessari:

La potenza dello UPS è espressa in VA (Volt Ampere), per scegliere l'UPS più adatto alle vostre esigenze dobbiamo conoscere quanti Watt riesce a erogare in caso di mancanza di corrente. Per farlo dobbiamo convertire i VA in Watt moltiplicando il valore in VAx0.6 ad es.: un UPS da 1200VA è in grado di erogare 720Watt (1200VAx0.6=720Watt).


L'autonomia dello UPS:

Prima di acquistarne uno dobbiamo quindi tener conto oltre ai Watt necessari anche il tempo di autonomia. Maggiore è il wattaggio, maggiore sarà il tempo di autonomia. Se avessimo uno UPS pari all'assorbimento del pc l'autonomia sarebbe troppo breve in media 1-2 minuti, quindi è bene acquistare un gruppo di continuità con wattaggio superiore a quello del nostro sistema per avere una autonomia maggiore in caso di blackout.


Manutenzione dell'UPS:

Tutti gli UPS hanno all'interno delle batterie che con l'andare del tempo tendono a non mantenere più la carica e per manterlo sempre efficiente è buona norma sostituire almeno ogni 3 anni le batterie.
Il sintomo per capire quando è arrivato il momento di sostituire le batterie è quando il gruppo di continuità non riesce a mantenere acceso il pc durante un calo di corrente.
Dopo la sostituzione delle batterie è consigliato caricarle per almeno 12 ore.
Configurazione Daily: i7 3770k Z77X-UD5H, GTX 780 Gainward, Corsair Vengeance Black 16GB (8x2) 1600mhz, Alimentatore ANTEC TPQ 1200,Case Cooler Master HAF-X 942 , Adata XPG SX900 256GB, HDD WD Caviar Black 1T 6 Gb/s Raid0, Liquid Cooling Ybris, Monitor LG M227WD-PZ FULL HD.

[Immagine: u21864.png]
[Immagine: 1403905.png][Immagine: 1717505.png][Immagine: 1777820.png]
Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 13-09-2013, 08:46 AM da punkynaro89.
#3
RE: [Guida] Scelta del Gruppo di continuità UPS
Grazie in questi giorni affinerò la guida aggiungendo altri dettagli, anch'io sto imparando molto Wink
Configurazione Daily: i7 3770k Z77X-UD5H, GTX 780 Gainward, Corsair Vengeance Black 16GB (8x2) 1600mhz, Alimentatore ANTEC TPQ 1200,Case Cooler Master HAF-X 942 , Adata XPG SX900 256GB, HDD WD Caviar Black 1T 6 Gb/s Raid0, Liquid Cooling Ybris, Monitor LG M227WD-PZ FULL HD.

[Immagine: u21864.png]
[Immagine: 1403905.png][Immagine: 1717505.png][Immagine: 1777820.png]
#4
RE: [Guida] Scelta del Gruppo di continuità UPS
(12-09-2013, 03:41 PM)punkynaro89 Ha scritto: In questo caso solitamente il circuito di conversione genera il tipico ronzio, anche se, stando alle segnalazioni di alcuni utenti, vi sono modelli del tutto silenziosi. Solitamente i soli modelli con più di 1000VA, hanno anche una ventola di raffreddamento, che entra in funzione assieme all'inverter. Infine faccio presente l'allarme sonoro: in caso di blackout, di batteria scarica, o in caso di sovraccarico, esso entra in funzione segnalando il problema. Nei modelli più evoluti l'allarme sonoro può essere gestito da software o dal pannellino di controllo dell'ups, mentre per i modelli economici le impostazioni sono solo quelle di fabbrica.

Voglio conoscere il modello economico perché sto prendendo una laurea su questo argomento. Ho appena finito il mio primo allenamento uno weel fa. quindi se si può discutere con me, allora sarà molto efficace per me.
#5
RE: [Guida] Scelta del Gruppo di continuità UPS
ottimo sicuramente se gli utenti avranno dubbi si rivolgeranno a te Wink
Configurazione Daily: i7 3770k Z77X-UD5H, GTX 780 Gainward, Corsair Vengeance Black 16GB (8x2) 1600mhz, Alimentatore ANTEC TPQ 1200,Case Cooler Master HAF-X 942 , Adata XPG SX900 256GB, HDD WD Caviar Black 1T 6 Gb/s Raid0, Liquid Cooling Ybris, Monitor LG M227WD-PZ FULL HD.

[Immagine: u21864.png]
[Immagine: 1403905.png][Immagine: 1717505.png][Immagine: 1777820.png]
#6
RE: [Guida] Scelta del Gruppo di continuità UPS
(12-09-2013, 03:41 PM)punkynaro89 Ha scritto:
Scelta del Gruppo di continuità UPS


Chissà quanti di voi hanno un UPS, forse l'ho avrete acquistato in una grande catena di prodotti hi-tech e probabilmente anche in offerta ma non avete fatto una ricerca adeguata prima di portarlo a casa. Siete sicuri che sia adeguato al vostro sistema?
In questa guida vedremo insieme alcuni consigli ed informazioni di base che vi indirizzeranno ad un corretto acquisto.

Che cosa è un Gruppo di Continuità UPS ed a cosa serve?

UPS stà per Uninterruptible power supply, comunemente chiamato Gruppo di continuità, è un dispositivo in grado di regolare sbalzi o picchi di tensione presenti
oviera energia elettrica.
Oltre a questa funzione, il Gruppo di continuità UPS "genera" corrente elettrica stabile per alimentare i nostri dispositivi (computer, schermo LCD...) in caso di improvvisa mancanza di erogazione della corrente elettrica, consentendo quindi, di avere il tempo di salvare il nostro lavoro e spegnere in tutta tranquillità il pc oltre a salvaguardare i componenti elettronici dello stesso.



Per consentire il corretto funzionamento l'UPS ha bisogno di tre elementi:

-una batteria per immagazzinare energia
-un alimentatore che carica la batteria
-un inverter che genera corrente dalla batteria


Tipologie di Ups

Il modo in cui tali componenti sono collegati e interagiscono tra loro determina il tipo di ups. Solitamente gli UPS si distinguono in:

-offline: costituiscono la maggior parte degli ups domestici e di piccola taglia: sono i più semplici ed economici in assoluto.
Solitamente la tensione prelevata in ingresso viene trasferita direttamente all'uscita tramite bypass ( passaggio diretto senza trasformazioni ). L'alimentatore si limita a mantenere la batteria carica. Durante un blackout viene attivato l'inverter e uno switch lo collega all'uscita dell'ups. L'inverter trasforma la tensione continua delle batterie in tensione "alternata". Hanno un tempo di intervento di circa 5/6 ms.


-online o "a doppia conversione":costituiscono una classe "speciale" di ups, e vengono utilizzati in ambiti specifici.
Il comportamento è opposto a quello degli ups offline: tutta la tensione prelevata viene trasformata in tensione continua, tale tensione in parte mantiene carica la batteria, il resto alimenta l'inverter che è sempre attivo. Chiaramente la separazione tra ingresso ed uscita è totale e la batteria garantisce che la tensione di uscita sia esente da disturbi. Il funzionamento continuo impone dei costi elevati, da un lato per via dei componenti, robusti, dall'altro per via dei consumi dei due circuiti di trasformazione della tensione. Il tempo di intervento è chiaramente nullo.


-line-interactive: costituiscono la maggior parte degli ups moderni. Ocuppano la fascia medio-alta del mercato e uniscono i pregi delle due classi precedenti.
Tali dispositivi integrano un circuito addizionale detto AVR disponibile anche come dispositivo indipendente. Durante il normale funzionamento l'inverter è inattivo e la tensione viene filtrata e ripulita, almeno in parte, dei disturbi che può presentare. Quando i disturbi diventano più gravi, o insorge un blackout, interviene l'inverter. In questo caso il tempo di intervento è di circa 4ms o meno, ma mai nullo.


Tensione dell'ups

Poichè in un ambiente domestico il costo dell'ups è uno dei principali fattori di scelta, le aziende cercano di incrementare le vendite, e ridurre il prezzo finale intervendo sui costi, semplificando la struttura dell'ups. Poichè gli alimentatori da pc lavorano trasformando la tensione alternata in tensione continua, prima di abbassare la tensione da 220 a 12 volt, non è necessario che la tensione erogata sia perfettamente sinusoidale, per cui un inverter meno complesso è in grado di assolvere allo stesso compito ma a costi minori.
Solitamente i livelli di approssimazione sono solo due, quindi avremo 3 possibili tipi di forma d'onda prodotta:

-onda sinusoidale: La forma d'onda molto simile a quella dell'enel ed automaticamente compatibile con qualsiasi tipo di carico: TV, consolle, pc e via dicendo. I carichi induttivi di assorbimento contenuto come piccoli trasformatori ad avvolgimienti o piccoli motorini dovrebbero essere ben tollerati, ma è bene fare attenzione a non collegare all'ups carichi non adatti, primi fra tutti i motorini elettrici di assorbimento elevato pena il danneggiamento dell'ups stesso. Per sicurezza è sempre bene chiedere al produttore.

-onda pseudo sinusoidale ( o sinusoidale approssimata ): Non è esattamente il massimo, ma per un alimentatore switching che lavora raddrizzando la 220 volt può ancora andare bene. Solitamente va bene per tutti i dispositivi di elettronica di consumo, videoregistratori, pc, tv consolle, in quanto tutti integrano alimentatori di tipo switching. Si può ancora azzardare l'alimentazione di dispositivi a trasformatore, ma non andrei oltre, tenendo conto che tali ups nascono principalmente per i pc.

-onda quadra: parlare di "sinusoide approssimata" richiede parecchia fantasia, ma i pubblicitari ne hanno da vendere, in compenso i dispositivi che la realizzano sono molto economici. Come sopra: non collegherei ad un ups di questo tipo più del pc. I trasformatori andrebbero collegati solo se indispensabile e comunque per assorbimenti veramente ridotti, ad esempio per il router o per l'hag, ma sempre con qualche riserva.


Tipologie di ups in commercio

La tipologia costruttiva che caratterizza ciascun ups solitamente individua un determinato settore di mercato, e una determinata fascia di prezzi. Questo, assieme ad altri vincoli, ha portato alla comparsa di alcune combinazioni tipologia costruttiva/forma d'onda e non di altre. Tipicamente sul mercato troviamo:

•Online/Sinusoide Pura:
Come detto in precedenza tali ups trovano applicazione in ambiti specifici, dove l'affidabilità la fa da padrone, mentre il costo assume una posizione di secondo piano. In tale ottica risulta chiaro che un ups online ha uscita perfettamente sinusoidale, tale da garantire perfetta compatibilità con qualsiasi utilizzatore. Il prezzo li sposta al di fuori del budget di quasi tutti gli utenti.


•Offline/approssimata:
Tale tipologia è orientata ai consumatori meno esigenti per i quali l'aspetto più rilevante è il costo. In questo caso la forma d'onda più utilizzata sia l'onda quadra per le versioni più economiche, e la sinusoide approssimata a gradini per quelle midrange.Via via soppiantati dai modelli line-interactive trovano ancora spazio presso la grande distribuzione.


•Line-Interactive:
Tale tipologia di ups, rappresenta la nuova generazione e, vista la riduzione dei costi di produzione, sta soppiantando la tipologia offline, andando ad occupare l'intero mercato consumer. Ups di questa fascia tipicamente presenta un'interfaccia dati per la gestione dell'ups e un circuito di soppressione dei disturbi (AVR). Possiamo individuare inoltre una tipologia più economica con uscita sinusoidale approssimatai, ( tipicamente non più di 150 euro ) mentre avremo una sinusoide pura per i modelli di qualità superiore ( tipicamente sopra i 150 euro). Tipicamente per i prodotti con uscita sinusoidale la forma d'onda di uscita viene esplicitamente dichiarata nel foglio specifiche mentre non viene riportato nulla per quelli con uscita sinusoidale approssimata.



Rumorosità:

Gli ups offline e line interactive in presenza della alimentazione di rete si limitano a monitorare l'ingresso e a mantenere sotto carica la batteria, quindi la conversione di potenza è di fatto nulla. In caso di blackout invece interviene l'inverter e produce corrente, pertanto si ha conversione di potenza anche considerevole, e con essa si ha produzione di calore.
Questo fa si che mentre in presenza di rete gli ups siano solitamente muti, durante i blackout essi emettano rumore.

In questo caso solitamente il circuito di conversione genera il tipico ronzio, anche se, stando alle segnalazioni di alcuni utenti, vi sono modelli del tutto silenziosi. Solitamente i soli modelli con più di 1000VA, hanno anche una ventola di raffreddamento, che entra in funzione assieme all'inverter. Infine faccio presente l'allarme sonoro: in caso di blackout, di batteria scarica, o in caso di sovraccarico, esso entra in funzione segnalando il problema. Nei modelli più evoluti l'allarme sonoro può essere gestito da software o dal pannellino di controllo dell'ups, mentre per i modelli economici le impostazioni sono solo quelle di fabbrica.

Quindi escludendo i ronzii elettrici dovuti a difetti costruttivi, il rumore prodotto dall'ups è solitamente molto contenuto.


A.V.R.

L'A.V.R. è una tecnologia abbastanza datata, e disponibile anche sotto forma di dispostivi standalone. Questo fa si che ups con e senza AVR abbiano prezzi non troppo dissimili. L'aspetto sicuramente più noto è la capacità di compensare le tensioni troppo basse e smorzare quelle troppo alte, ma in genere tale tecnologia è volta a correggere tutti quei disturbi "minori" che si manifestano sulla rete elettrica, senza richiedere l'alimentazione a batteria, come spike, armoniche spurie e interferenze.

Anche se gli alimentatori recenti potrebbero in teoria farne a meno, probabilmente per proteggere monitor, o hd esterni può essere utile. Senza contare che generalmente l'avr è assente solo nei prodotti di fascia ultraeconomica, per cui è lecito supporre che un ups con avr sia quantomeno decente.


Controllo Remoto

Il controllo remoto è una funzionalità che consentire all'ups di comunicare con il pc. Tale funzionalità oltre a consentire la gestione avanzata dell'ups tramite un opportuno software permette anche all'ups di segnalare l'assenza di tensione di rete, in questo modo il pc può completare lo shutdown anche in assenza dell'utente evitando spiacevoli inconvenienti.


Calcolo dei Watt necessari:

La potenza dello UPS è espressa in VA (Volt Ampere), per scegliere l'UPS più adatto alle vostre esigenze dobbiamo conoscere quanti Watt riesce a erogare in caso di mancanza di corrente. Per farlo dobbiamo convertire i VA in Watt moltiplicando il valore in VAx0.6 ad es.: un UPS da 1200VA è in grado di erogare 720Watt (1200VAx0.6=720Watt).


L'autonomia dello UPS:

Prima di acquistarne uno dobbiamo quindi tener conto oltre ai Watt necessari anche il tempo di autonomia. Maggiore è il wattaggio, maggiore sarà il tempo di autonomia. Se avessimo uno UPS pari all'assorbimento del pc l'autonomia sarebbe troppo breve in media 1-2 minuti, quindi è bene acquistare un gruppo di continuità con wattaggio superiore a quello del nostro sistema per avere una autonomia maggiore in caso di blackout.


Manutenzione dell'UPS:

Tutti gli UPS hanno all'interno delle batterie che con l'andare del tempo tendono a non mantenere più la carica e per manterlo sempre efficiente è buona norma sostituire almeno ogni 3 anni le batterie.
Il sintomo per capire quando è arrivato il momento di sostituire le batterie è quando il gruppo di continuità non riesce a mantenere acceso il pc durante un calo di corrente.
Dopo la sostituzione delle batterie è consigliato caricarle per almeno 12 ore.
Ho cercato per UPS simili efficaci e, infine, ho il diritto .. ti ho condiviso tutti i dettagli in modo davvero grazie per tale post utili ..
Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 09-06-2014, 04:43 PM da AlecKad.